13 | Il cacciatore e i cacciatori

black mirror, tv

La docu-reality sulle forze dell’ordine è una specialità del menu internazionale del factual (più o meno entertainment). Dalle versioni farlocche di Cops fino a quelle più o meno raffinate di Cannel4 in UK o del gruppo A&E negli Stati Uniti. I francesi, che coltivano il noir e il polar, l’hanno eletta a forma d’arte: da France2 a TF1, da M6 a W9, non c’è canale che non abbia le sue “inchieste esclusive”, che seguono specialisti, gendarmi e semplici poliziotti nella loro lotta contro il crimine, dagli spacciatori sulla costa ai vacanzieri improbi in fila sull’autostrada. Molto in anticipo sui tempi ci provò Fox Crime (era il 2006) con lo strepitoso Commissariato Trevi – Campo Marzio, che ribalta di potenza tanto racconto del reale di oggi. Il genere ha trovato nuova, vigorosa, linfa. Prima Commissari – Sulle tracce del male, prodotto di RaiTre un po’ naif e sporchino (ma realistico). E adesso Lo squadrone. Prodotto da Clipper Media (specialisti, un po’ misconosciuti, del genere) racconta le gesta dei Cacciatori di Calabria, ovvero lo Squadrone Eliportato dei Carabinieri specializzato nella lotta alla ‘ndrangheta. Programmato strategicamente in coda a Il cacciatore (la nuova serie-evento di RaiDue, difficile, eccellente figlia della migliore produzione Rai), segue gli uomini in prossimità, nei boschi, nelle gole, nei sentieri. La retorica venatoria ha qualcosa di ingenuo (se non si trattasse dei peggiori criminali del paese li si potrebbe immaginare cinghiali…), come le parole dei veri militari che condividono con lo spettatore le loro esperienze. Rispetto ai colleghi (televisivi) europei e americani non hanno niente della retorica eroistica della fiction. Nemmeno nella forma del racconto (si tratterebbe comunque di catturandi, un oggetto che ha fatto la fortuna di molti titoli), che è lento, ondivago, silvestre. Eppure per una volta si respira un senso di realtà e di verità inediti. È televisione che fa testimonianza più che narrazione. Fa servizio. E rende omaggio. Alla fine ne rimani rapito. E ti viene da dire: grazie.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...