23 | (tv) sliding doors

black mirror, tv

Si chiamano porte girevoli, naturali avvicendamenti, spoils system quando riguardano i ruoli dirigenziali e sono funzione di un cambiamento dell’orientamento politico, cambi di casacca quando alludono a un tradimento “dal basso” (cioè del personaggio verso la rete) di respiro calcistico: sono il calciomercato dei volti e dei conduttori in previsione della riapertura autunnale dei palinsesti (che a dirla tutta non sembrano proprio entusiasmanti, più da una parte che dall’altra). Mentre in RAI si attende il piatto forte, lo tusnami vero (rinnovamento del CDA, del DG e dei direttori di testata e canale: i nomi sono già tra i più fantasiosi, magari non proprio fantastici…), ci si può attrezzare con un curioso aperitivo, una mise en bouche del testa-saltismo: Antonella Clerici deve mollare definitivamente La prova del cuoco a Elisa Isoardi, che è in quota (rosa) Matteo Salvini. Farà Portobello. Curioso: la Clerici passò già il testimone in occasione della maternità, e adesso dovrà (forse) attendere che il Vice-Presidente del Consiglio decida di implementare la genia per riprendersi lo scettro. Gabriele Corsi è il nuovo conduttore di Reazione a catena (e ha subito trovato un’ottima intesa), mentre sull’erede di Fabrizio Frizzi a L’eredità non si è trovato di meglio che Flavio Insinna. Mara Venier torna in Rai a condurre Domenica In, dimostrando doti di salto dell’asta che pochi altri personaggi pubblici (dal parlamento ai campi di calcio) possono vantare. Ma è in casa Sky che le staffette sembrano più gustose: Asia Argento al posto di Levante a X Factor e Giorgio Locatelli al posto di Antonia Klugmann a Masterchef. Entrambe le “sostituite” si sono dimostrate una scelta azzardata, soprattutto rispetto al modo in cui sono state costruite, sia a livello autoriale (la necessità di innescare in vitro la loro performatività televisiva) che di racconto prima della messa in onda (l’una sostituiva, a sua volta, Arisa, l’altra doveva costituire una linea di discontinuità con Carlo Cracco). Ma per ragioni opposte: Levante si è dimostrata troppo poco innovativa e carismatica per il talent musicale, la Klugmann troppo “pre-definita” inizialmente sulla contrapposizione maschio-femmina e su una specie di protezionismo pre-#meetoo nei confronti delle concorrenti. Al punto da bruciarle un’evoluzione interessante, un umanesimo di ritorno che, di fatto, la rendeva alla fine unico punto di riferimento dei concorrenti, e di una parte del pubblico (l’altra, senza pietà, la detestava). Quest’anno la rotta si inverte: Asia lascia prefigurare benissimo il suo comportamento, la sua temperatura emotiva e la relazione con i giudici (comunella dark con Agnelli, scaramuccia di gender con Fedez, sfanculamenti con la Maionchi), Locatelli è un ritorno alla formula originaria, un po’ più morbido (e almeno nuovo) di Cracco. Nel frattempo avremo anche Masterchef All Stars, con tutti i migliori “non vincitori” che, come sempre accade nei talent, si dimostrano i più interessanti e amati. Todo cambia recita sempre Carlo Freccero. Per non cambiare, recitano i gattopardi.

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