#Venezia2018 | 2: Il Lanthimos Favorito

cinema, VENEZIA2018

Yorgos Lanthimos ha turbato gli animi cinefili con Kynodontas (2009) e Alps (2011, ad oggi il suo piccolo capolavoro). Con The Lobster (2015) è arrivata la grande produzione europea da festival (e il Premio della Giuria a Cannes), il divo (Colin Farrel) e lo humour, con una parziale apertura al (più) grande pubblico. Nell’edizione cannoise dei giovani autori (2017, l’anno del mucchio selvaggio di Ostlund, Ramsay, Coppola, Baumbach, Safdie…) la nuova inversione di rotta con Il sacrificio del cervo sacro:appena qualche ammiccamento di ironia sotto pelle, la Kidman nuda in pose necrofile, il gioco al massacro. E gli incassi al botteghino (almeno quello USA) si riducono a poco più di un terzo.

#Venezia2018 | 1: Cuánto Cuarón, en la vida, cuanto Cuarón

cinema, VENEZIA2018

Sui titoli di testa, l’acqua crea piccole onde e pozze sul selciato di una corte interna: impareremo presto a capire che il suo uso più frequente è quello di cancellare gli escrementi del cane di casa, Borras. Nel sottofinale, le onde oceaniche rapiscono, e poi restituiscono, due bambini e la loro tata.

25 | Sono fati tuoi

black mirror, tv

Uno spettro si aggira per i palinsesti di Sky Atlantic: è Raz & The Tribe, docu-reality che racconta l’incontro di Raz Degan con le tribù, con quelli che sono rimasti purissimi perché hanno deciso che “no bono scarpe strette, saponette, treni e tassì”, come cantavano Nilla Pizzi, Renzo Arbore e anche Christian DeSica.